venerdì 31 dicembre 2010
Woody (2)
Lumière: You Will Meet a Tall Dark Stranger, (Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni, Usa-Spagna 2010) di Woody Allen: molto divertente, sarcastico e amaro, un mix tra Match point e Whatever works. Racconto morale sulla vanità dell'agire umano, teso alla felicità ma in balia costante del caso, "tutto un equilibrio sopra la follia". Si ride delle sventure dei protagonisti, che sono un po' quelle quotidiane. Si parla di noi, insomma... qui sta la catarsi... come ultimo film dell'anno non c'è male!
arte
Da una ricca gita a Milano:
- Palazzo Reale, Dalì. Il sogno si avvicina: allestimento molto deludente (mancano persino i titoli originali delle opere nelle didascalie...), poco coerente la collocazione del Salotto di Mae West, organizzazione interna delle sale apparentemente tematica ma molto discutibile (la scelta di analizzare l'uso del paesaggio nell'autore spagnolo a seconda di 'vuoti' e 'pieni' risulta debole). Notevole l'ultima sala su Destino, con la proiezione del corto e l'esposizione di alcuni disegni preparatori.
- Palazzo Marino, Donna allo Specchio di Tiziano: eccellente allestimento, semplice ma efficace (e buone le sintetiche ma accurate spiegazioni fornite da giovani studiose).
- Palazzo dell'Arengario, Museo del Novecento: ottimo allestimento, con in limine il Quarto stato. Quattro piani densi e ben organizzati, stupenda la struttura e il panorama dai piani alti su Milano e piazza Duomo.
- Palazzo Reale, Dalì. Il sogno si avvicina: allestimento molto deludente (mancano persino i titoli originali delle opere nelle didascalie...), poco coerente la collocazione del Salotto di Mae West, organizzazione interna delle sale apparentemente tematica ma molto discutibile (la scelta di analizzare l'uso del paesaggio nell'autore spagnolo a seconda di 'vuoti' e 'pieni' risulta debole). Notevole l'ultima sala su Destino, con la proiezione del corto e l'esposizione di alcuni disegni preparatori.
- Palazzo Marino, Donna allo Specchio di Tiziano: eccellente allestimento, semplice ma efficace (e buone le sintetiche ma accurate spiegazioni fornite da giovani studiose).
- Palazzo dell'Arengario, Museo del Novecento: ottimo allestimento, con in limine il Quarto stato. Quattro piani densi e ben organizzati, stupenda la struttura e il panorama dai piani alti su Milano e piazza Duomo.
lunedì 27 dicembre 2010
Woody (1)
Tra Lumière e dvd due piacevolissime seconde (o terze) visioni di Woody Allen: Io e Annie (Annie Hall, Usa 1977) e Manhattan (Usa 1979). Commedie simili e molto diverse, la prima dolceamara con decisa prevalenza del comico (le battute antologizzate non si contano), la seconda più equilibrata, tra elegia (cartoline newyorkesi con sottofondo di Gershwin, l'inizio che sembra una fine, richiamata appunto nell'ultima panormaica) e comicità (con alcune gustose citazioni, come la corsa finale che richiama quella di Buster Keaton in The cameraman). Psicanalisi, caso, intrecci d'amore, graffiante autoironia: tutti ingredienti mescolati alla perfezione.
domenica 19 dicembre 2010
Zusammenfassung (3)
...sempre peggio...
8.12.2010, Lumière: Giungla d'asfalto (The asphalt jungle, Usa 1950) di John Huston. Straordinario noir, che sembra riecheggiato da molti film successivi (da Le doulos a The touch of evil a The killing), uomini distrutti ciascuno dal proprio vizio ("ma un bravo poliziotto / che sa fare il suo mestiere / sa che ogni uomo ha un vizio / che lo farà cadere" scrive un poeta e un altro canta) e dal caso, che domina e rege le vite umane. Da segnalare una giovanissima Marylin, amante di un anziano uomo ricco e ormai fallito.
11.12.2010, Lumière: The social network (Usa 2010) di David Fincher: coinvolgente, nevrotico, incalzante fin dal primo scambio di battute tra il protagonista e la ragazza che inseguirà ossessivamente nella sua giovan vita, in attesa di un'amicizia, seppur virtuale (ma più reale del reale, secondo la sua visione del mondo). Vorticosi il montaggio e i dialoghi, efficaci il sonoro e la colonna sonora, altrettanto ossessiva. Ritratto spietato e veritiero della società di oggi.
12.12.2010, Reggio Emilia, Teatro Valli: Die Dreigroschenoper di Brecht, regia di Bob Wilson (ricorda molto il suo Giorni felici). Entusiasmante versione (quasi) integrale (mancano nel terzo atto l'incontro tra Polly e Lucy, la preparazione al funerale di Polly e più brevi sono i colloqui con Mackie incrcerato), eccellentemente interpretata dal Berliner Ensemble, che merita ampiamente il quarto d'ora di applausi finali. Scenografia molto efficace nella stilizzazione e nell'uso delle luci. Appassionante.
8.12.2010, Lumière: Giungla d'asfalto (The asphalt jungle, Usa 1950) di John Huston. Straordinario noir, che sembra riecheggiato da molti film successivi (da Le doulos a The touch of evil a The killing), uomini distrutti ciascuno dal proprio vizio ("ma un bravo poliziotto / che sa fare il suo mestiere / sa che ogni uomo ha un vizio / che lo farà cadere" scrive un poeta e un altro canta) e dal caso, che domina e rege le vite umane. Da segnalare una giovanissima Marylin, amante di un anziano uomo ricco e ormai fallito.
11.12.2010, Lumière: The social network (Usa 2010) di David Fincher: coinvolgente, nevrotico, incalzante fin dal primo scambio di battute tra il protagonista e la ragazza che inseguirà ossessivamente nella sua giovan vita, in attesa di un'amicizia, seppur virtuale (ma più reale del reale, secondo la sua visione del mondo). Vorticosi il montaggio e i dialoghi, efficaci il sonoro e la colonna sonora, altrettanto ossessiva. Ritratto spietato e veritiero della società di oggi.
12.12.2010, Reggio Emilia, Teatro Valli: Die Dreigroschenoper di Brecht, regia di Bob Wilson (ricorda molto il suo Giorni felici). Entusiasmante versione (quasi) integrale (mancano nel terzo atto l'incontro tra Polly e Lucy, la preparazione al funerale di Polly e più brevi sono i colloqui con Mackie incrcerato), eccellentemente interpretata dal Berliner Ensemble, che merita ampiamente il quarto d'ora di applausi finali. Scenografia molto efficace nella stilizzazione e nell'uso delle luci. Appassionante.
mercoledì 1 dicembre 2010
neve per il Duse
Una fitta nevicata ha accompagnato la riapertura per una sola sera del Teatro Duse, affittato dall'Itc Teatro di San Lazzaro per lo spettacolo di Ascanio Celestini, Il razzismo è una brutta storia: si tratta di satura, nel senso più etimologico del termine: una serie di monologhi (molti dei quali già conosciuti grazie a Parla con me) collegati da alcuni fili conduttori (razzismo, orrori contemporanei della società italiana, precariato, conformismo, politica), con l'accompagnamento musicale di una chitarra (il bravo Matteo D’Agostino). Geniale il momento 'americano', quando l'attore incarna un italiano medio, apparentemente di destra e razzista non con le parole, ma coi fatti. Necessario.
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