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venerdì 31 dicembre 2010

arte

Da una ricca gita a Milano:

- Palazzo Reale, Dalì. Il sogno si avvicina: allestimento molto deludente (mancano persino i titoli originali delle opere nelle didascalie...), poco coerente la collocazione del Salotto di Mae West, organizzazione interna delle sale apparentemente tematica ma molto discutibile (la scelta di analizzare l'uso del paesaggio nell'autore spagnolo a seconda di 'vuoti' e 'pieni' risulta debole). Notevole l'ultima sala su Destino, con la proiezione del corto e l'esposizione di alcuni disegni preparatori.

- Palazzo Marino, Donna allo Specchio di Tiziano: eccellente allestimento, semplice ma efficace (e buone le sintetiche ma accurate spiegazioni fornite da giovani studiose).

- Palazzo dell'Arengario, Museo del Novecento: ottimo allestimento, con in limine il Quarto stato. Quattro piani densi e ben organizzati, stupenda la struttura e il panorama dai piani alti su Milano e piazza Duomo.

sabato 23 ottobre 2010

Zusammenfassung

Vienna: Kunsthistorisches Museum, Leopold Museum (collezione permanente, Cézanne, Picasso, Giacometti. Meisterwerke der Fondation Beyeler, Dauerleihgaben aus der Sammlung Thyssen-Bornemisza), Albertina (collezione permanente, Picasso: Frieden und Freiheit e Michelangelo: Zeichnungen eines Genies).

Bologna, 12.10.10, teatro San Martino (tristemente chiuso fino all'estate): Noosfera Lucignolo di e con Roberto Latini. Bello spettacolo, tipica drammaturgia del regista-attore, emozionante lavoro vocale-ossessivo prima (hai/ahi!) e fisico poi (in una mini-piscina, a cappio caduto), apparenti lunghezze costruttive e sceniche necessarie per arrivare a creare immagini forti e persistenti, specialmente nella seconda parte (la morte di lucignolo sdoppiata e rivissuta, prima come uomo e poi come asino), luci ben utilizzate (rosse per evocare il sangue e i neon geometrici ai lati).

19.10.2010, Lumière, Diario di una donna perduta (Das Tagebuch einer Verlorenen (Germania 1929) di Georg W. Pabst: rivisto dopo anni, appassionante, memorabili le scene nel bordello (i piedi delle due donne che ballano), nobiltà nella rovina, borghesia bigotta (la difesa dell'onorabilità e degli affari della famiglia, carità posticcia), suicidi (per la vergogna e per debolezza di carattere).

lunedì 24 maggio 2010

late

Quando si dice ritardo... recupero in fretta: la mostra su Fellini al MAMbo è stupenda e istruttiva (e i musei aperti di sera sono una benedizione...); senza dimenticare l'affascinante installazione di Matej Krén, Scanner, vertigine illusionistica in un claustrofobico cilindro costruito con più di 90.000 libri.



Quanto poi a Je vous salue, Marie (Svizzera-Francia-GB 1984) di Jean-Luc Godard (visto domenica 16 con a seguire l'incontro con la protagonista Myriem Roussel, c'è poco da dire: che il regista abbia scritto il film durante la lavorazione si vede, considerando la delirante confusione narrativa. Belle alcune immagini e sequenze (la scena mistica sul letto della protagonista nuda, ad esempio), ma si dimentica in fretta... e poi la mistica non è nelle mie corde. Molto meglio il corto della Mieville che lo precede (Il libro di Maria), un film lacustre sull'infanzia di una Maria contemporanea (con citazione esplicita de Le mépris).

giovedì 25 marzo 2010

maschere

Piccola mostra ravennate (ben fatta) sulle maschere e il teatro nel mondo antico: Histrionica.

sabato 2 gennaio 2010

regali di capodanno

In forte astinenza da tango, ci si consola con un eccellente Ascanio Celestini di qualche anno fa: Scemo di guerra (in dvd). Con il suo stile inconfondibile, caratterizzato dalla formularità narrativa che ricorda la tecnica rapsodica dei poemi omerici, rievoca e ricrea il racconto del padre sugli eventi vissuti nel 1944 a Roma. Si tratta di una storia piccola, individuale, fatta di lotta quotidiana per sopravvivere (rischiando anche la vita per una cipolla), che merita di essere raccontata e trasmessa per non essere dimenticata. Ricorda molto da vicino, per trama, ambientazione e scenografia semplicissima (sedia e lampadina) un altro suo stupendo spettacolo: Radio clandestina. E c'è molta verità nell'ammettere che una storia, quando si comincia il racconto, è vera; più si procede e più si altera, introducendo varianti e personalizzazioni, finanche invenzioni, come la resurrezione, la mosca che parla e la liberazione di Roma da parte dell'Armata rossa. L'importante è appassionare e tramandare la memoria. Stupendo!




Il primo dell'anno, poi, gita sotto la pioggia a Ferrara per la mostra di Boldini a Palazzo dei Diamanti: davvero nienete male, specie le ultime due sale, con i ritratti femminili più famosi, come Donna in nero che guarda il "Pastello della signora Emiliana Concha de Ossa", Cléo de Mérode, Gertrude Elizabeth, Lady Colin Campbell e Ritratto di Madame Charles Max. Ma il pregio della mostra coniste anche nel far conoscere opere mionori, come le vedute en plein air, le influenze con gli impressionisti (Degas in particolare); più in generale, si nota la ricerca inesausta della pennellata precisa fin nei dettagli (i fiori di un mazzo, ad esempio) e della voluta incompiutezza di alcune parti di quadro, al fine di dare maggiore risalto ad un ritratto. Un pittore borghese e affarista, avvicinabile a quello svolto prima di lui da Rubens (con committenza differente).