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giovedì 28 ottobre 2010

semplice ed efficace

Descriverei così il documentario Parole sante (Italia 2007) di Ascanio Celestini; al di là di alcuni dettagli tecnici su cui si può sorvolare, il documentario racconta la storia del collettivo PrecariAtesia e, più in generale, fotografa un momento storico del lavoro precario in Italia. La storia è in un certo senso piccola (non nel senso delle donne e degli uomini coinvolti, ma nel senso che si tratta di una sola azienda), ma le conclusioni (drammatiche) non possono che valere in generale, come sintetizza giustamente la duplice versione dell'apologo recitato dal medesimo Celestini in incipit ed explicit:

sabato 15 maggio 2010

prima del crollo

Draquila (Italia 2010) di Sabina Guzzanti è un documentario ben fatto, ispirato allo stile del miglior Michael Moore (geniali le animazioni, specie quella del lettone). Desolante e veritiera indagine sull'Italia contemporanea che ruota attorno alla dolorosissima vicenda del terremoto aquilano e alla gestione affaristica della ricostruzione/decostruzione del territorio e del tessuto sociale. Dopo l'iniziale passeggiata notturna del sindaco per e vie deserte de L'Aquila, preda dell'erba e dell'incuria, con le luci di alcune case ancora accese, la narrazione indaga prima la condizione militarizzata dei campi (impossibilità di fare assemblee e di bere caffè o coca cola), la solitudine di chi ha resistito al tentativo violento di essere strappato alla propria casa, al senso di solitudine e smarrimento di chi è stato trasferito negli alberghi sulla costa; poi - o, meglio, contemporaneamente - il discorso si fa politico, come è naturale e giusto: come è stata gestita, (non) prevenuta e sfruttata l'emergenza per altri fini. Film preveggente sulla questione degli scandali della protezione civile e delle emergenze/grandi opere, strumento per fare affari aggirando ogni legge dello stato. Film sulla salute della democrazia in Italia (che nelle case consegnate - da restituire intatte alla fine della permanenza - le televisioni siano sintonizzate solo su raiuno o canale 5 è certo ricercato dalla Guzzanti, ma è il giusto sottofondo alle parole dei loro abitanti), sull'assenza di un'opposizione decente, sulla sfacciata mancanza di ogni scrupolo morale e edilizio. Un film civile, insomma. Molte cose sono ben note a chi legge e si informa ("lo so, lo so, lo so, questo no, lo so..."), ma sconosciute ai più: fuori dal cinema c'è chi parlando al telefono dice "sto andando a vedere un film sull'Aquila" o chi alla fine "pensavo di vedere un film sul terremoto, non un film contro...". Ma ormai non mi sorprende più (quasi) nulla... Si sente una sola mancanza (ma forse sono troppo debitore in questo dell'ottima puntata di Presadiretta sull'argomento: avrei gradito le didascalie per le immagini di telegiornali e altri documenti televisivi (almeno le date): semplicemente per maggiore chiarezza.

sabato 24 aprile 2010

documentario e un classico (al Lumière)

Mercoledì, necessità di diluire la tristezza di una previsione con qualcos'altro: il documentario La faccia della terra (Italia-USA 2009) di Gianfranco Firriolo. Non è un semplice back-stage dell'ultimo splendido album Da solo di Capossela, ma qualcosa di più. Parte come un documentario agiografico nella casa milanese del cantautore, impegnato a comporre la narrazione della propria voce over su una macchina da scrivere, per procedere nella ricerca e scoperta di alcuni degli strumenti più strani di cui l'album si sostanzia (come gli strumenti inconsistenti e il pianoforte Tallone sull'isola di San Giulio), per finire poi con tournée statunitense (geniale la versione folk della canzone popolare La rondinella, con coppie grassissime che balllano in quella che si direbbe una balera). Alle riflessioni di Capossela, si accompagnano abbozzi e stralci di canzoni (meravigliosa la versione di Piccoli soldati, con grande risalto al violoncello di Brunello), e soprattutto la genesi on the road del brano che dà il titolo al documentaro, tratto dai racconti Winesburg, Ohio di Sherwood Anderson. E poi l'incontro con Wonder e un minitour per la provincia americana (lunapark con fiera degli orrori) e i suoi motel. Si apre e si chiude, soavemente, con Sante Nicola. A seguire l'incontro con il regista (laconico), Paolo Nori, Alessandro Bergonzoni, Vinicio Capossela e il mago Wonder (con una sua breve esibizione, mentre Vinicio improvvisa al pianoforte su tema di Una giornata perfetta).

Ieri sera, Lo sceicco bianco (Italia 1952) di Federico Fellini, preceduto da una splendida lezione di Tatti Sanguineti sui tagli e rimaneggiamenti dello stesso Fellini, ad introdurre i materiali ritrovati(e proiettati in appendice). Storia drammatica ma in tono da sogno e comico, con la giovane sposa che senza accorgersene 'scappa' dal marito (e dai suoi onnipresenti zii) il primo gionro della luna di miele per inseguire il suo sceicco bianco (Alberto Sordi), che appare come in sogno su un'altissima altalena. Tragicomico nella scena del tentato suicidio della sposina, e nel marito consolato quella stessa notte da una prostituta giunonica (accompagnata dalla Masina nel ruolo di Cabiria, alla sua prima comparsa). Irriverente e attualissimo il rapporto di idolatria di un poersonaggio di provincia nei confronti di un divo dei fotoromanzi, un mondo di cartapesta che Fellini racconta divertito.

lunedì 19 ottobre 2009

idee confuse

Apprezzabile il documentario Di me cosa ne sai di Valerio Jalongo (Italia 2009, 78') sulla storia contemporanea (e preistoria) del cinema italiano, della sua crisi e dei suoi problemi. Apprezzabile ma molto criptico (immagino) per chi non conosca a fondo la storia delle leggi cinema (da Andreotti a Veltroni, per capirci); la narrazione è frantumata e si perde in mille rivoli e risorgive (con ipotesi spesso poco chiare e motivate), che confondono e disorientano. Ha il sapore di un'occasione persa...

lunedì 7 settembre 2009

documentar(s)i

Prima puntata della stagione al Lumière per il piacevole documentario L'amore e basta (Italia 2009, 75') di Stefano Consiglio. Ben fatto, intelligente nel lasciare la parola a durature coppie gay e lesbiche italiane ed europee, senza l'intento di dimostrare alcunché, se non la perfetta identità di problemi con le coppie eterosessuali (avere o non avere un figlio, essere una famiglia o una coppia, coppia aperta o chiusa, fedeltà, gelosie tradimenti, sposarsi, convivere): quelli in più dipendono dalla società e dai suoi pregiudizi (per questo il prologo affidato a Zingaretti che legge-recita un monologio di Aldo Nove sul significato del numero '16' e della vergogna di essere quel numero, ancora prima di conoscerne il significato). Molto belli i titoli di testa e le animazioni disegnati da Ursula Ferrara. Semplice, diretto, profondo.

Non pago, a casa ho messo su la videoregistrazione della puntata di Presa diretta del bravo Iacona, Respinti: rabbia, amarezza, sdegno. Necessaria anche la segnalazione di Fortezza Europa. Tanto per stare allegri.