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giovedì 15 luglio 2010

uno-due

Martedì, Imola, Rocca Sforzesca, apertura di Emilia Romagna Festival: stupendo concerto di Ute Lemper accompagnata dalla Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Jan Latham-Koenig. Merita citare il programma per intero (con commenti tra parentesi):

I tempo, Nino Rota, medley della sola orchestra da Amarcord, La dolce vita e 8 1/2 (per restare in tema felliniano, il vento - quantomai gradito - gioca con gli spartiti: scene alla Keaton-Chaplin del finale di Limelight); Weill-Brecht, Moritat (puro piacere); Weill-Fernay, Youkali (tradizionale nell'esecuzione, anni '30; a me ricorda inevitabilmente il meraviglioso Max Gericke della Pozzi); Weill-Brecht, Der Song der Mandelay (travolgente); Weill-Deval, J'attend un naivre (piacevole scoperta); Weill-Nash, Speak low; Weill-Ira Gershwin, Saga of Jenny.

II tempo: Piazzolla, Oblivion (solo archi, eccellente); Marguerite Monnot-Moustaki, Milord (meravigliosa); Brel, Amsterdam e Ne me quitte pas (arrangiamenti simili a quelli sentiti a Padova, commoventi); Glanzberg-Contet, Padam (la vera scoperta, novecentesco, la voce del vento che ti insegue per Parigi); Piazzolla, Libertango (solo orchestra, non male, ma mi manca un bandoneon...); Kander, All that jazz (cabaret puro, con la Lemper che sfoggia il suo migliore repertorio di animale da palcoscenico: vale tutto lo spettacolo!); Kander-Ebb, Cabaret (degna chiusura di uno splendido concerto).

Bis: La vie en rose e All that jazz.

***

Ieri sera, Parco della Zucca, museo della Memoria, Maggio '43 di e con Davide Enia, accompagnato alla chitarra e carillon da Giulio Broccheri (e preceduto da inatteso sound-check in scena (h. 20.50) chiuso con My funny Valentine). Un cunto che nasce da (e finisce con) un altro, una storia privata (della famiglia dell'attore) che si fa saga e leggenda nel racconto. Il giovane Gioacchino racconta alla tomba del fratello ciò che è successo attorno a quel maggio, quando la sua famiglia sfollò fortunatamente da Palermo prima che venisse bombardata a tappeto dagli alleati. Tra italiano e palermitano (con alcune indispensabili glosse), scandito dal movimento dei piedi e delle gambe di Enia (sempre seduto), il cunto procede con una sapiente mescolanza di pianto e riso, di momenti esilaranti (il gioco delle carte dello zio, la bicicletta, i limoni: ma è un riso che nasce da una situazione drammatica, è un riso liberatorio a posteriori) e drammatici, come il racconto del rastrellamento al mercato nero: la violenza sessuale di un gerarca fascista travestito da prete ad una donna, cui assiste dall'alto Gioacchino, che poi mente di fronte alle richieste di notizie del figlio di quella: "non ho visto niente" è il suo grido, che ripete anche alla donna cui ha sottratto le 10 lire che aveva lasciato sotto un sasso e che sarebbero servite a sfamare il proprio figlio. Da menzionare anche l'apporto di cicale e aerei che passano al momento giusto. Stupendo e da rivedere.

giovedì 26 novembre 2009

da Piazzolla a Piazzolla (con tappe intermedie)

Piacevole concerto di tango in Aula absidale all'interno del festival Suoni dal mondo: il Quartetto Novitango, composto da Hugo Aisemberg (pianoforte) e Jean Gambini (contrabbasso) - molto bravi entrambi -, Francesco Manna (flauto), Juan Lucas Aisemberg (viola) - meno convincenti -, ha sfornato un repertorio abbastanza tradizionale, con venature jazz: molto Piazzolla (Ouverture e Contramilonga dell'opera Maria de Buenos Aires, Michelangelo 70, Oblivion, Libertango, e i bis: Escualo, Milonga del Angel, Muerte del Angel), inframezzato da tanghi e milonghe della tradizione (su tutti La trampera, carina la versione de La cumparsita, non entusiasmante Gallo ciego, un po' jazzata e poco riconoscibile). Si sente però molto in certi brani l'assenza del bandoneon (specie in Piazzolla, quasi inconcepibile).

domenica 4 ottobre 2009

una giornata riuscita bene

Pranzo all'Ambasciatori per festeggiare, pomeriggio all'Arena del sole per l'open day del teatro - con visita guidata, letture di Marinella Manicardi (da Fois) e Alessandra Frabetti (da Lagarce, Le regole del saper vivere nella società moderna) e alcuni allievi dei laboratori teatrali delle Moline, 4 tanghi suonati dal gruppo Tango Creación (Michela Tintoni: violino; Monica Fini: pianoforte; Massimo De Stephanis: contrabbasso) - sera a Ferrara per il concerto-spettacolo Canzoni impopolari di Ascanio Celestini in piazza del Municipio all'interno di Internazionale a Ferrara (con Roberto Boarini, violoncello; Luca Caponi, batteria; Gianluca Casadei, fisarmonica; Matteo D'Agostino, chitarra). Un concerto molto ben riuscito, gustato seduti in terra su cartoni di fortuna, alcune canzoni nuove e quasi tutte quelle di Parole sante con qualche riarrangiamento: musiche stupende, testi densi, impegnati, graffianti e (sempre più) arrabbiati.