Vienna: Kunsthistorisches Museum, Leopold Museum (collezione permanente, Cézanne, Picasso, Giacometti. Meisterwerke der Fondation Beyeler, Dauerleihgaben aus der Sammlung Thyssen-Bornemisza), Albertina (collezione permanente, Picasso: Frieden und Freiheit e Michelangelo: Zeichnungen eines Genies).
Bologna, 12.10.10, teatro San Martino (tristemente chiuso fino all'estate): Noosfera Lucignolo di e con Roberto Latini. Bello spettacolo, tipica drammaturgia del regista-attore, emozionante lavoro vocale-ossessivo prima (hai/ahi!) e fisico poi (in una mini-piscina, a cappio caduto), apparenti lunghezze costruttive e sceniche necessarie per arrivare a creare immagini forti e persistenti, specialmente nella seconda parte (la morte di lucignolo sdoppiata e rivissuta, prima come uomo e poi come asino), luci ben utilizzate (rosse per evocare il sangue e i neon geometrici ai lati).
19.10.2010, Lumière, Diario di una donna perduta (Das Tagebuch einer Verlorenen (Germania 1929) di Georg W. Pabst: rivisto dopo anni, appassionante, memorabili le scene nel bordello (i piedi delle due donne che ballano), nobiltà nella rovina, borghesia bigotta (la difesa dell'onorabilità e degli affari della famiglia, carità posticcia), suicidi (per la vergogna e per debolezza di carattere).
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sabato 23 ottobre 2010
mercoledì 28 ottobre 2009
due spettacoli teatrali

Venerdì 23, teatro San Martino, Iago e Desdemona e Otello della Libero Fortebraccio Teatro, di e con Roberto Latini e con Elena De Carolis. Due spettacoli molto intensi e coinvolgenti: in Iago Latini (bellissima voce) interpreta uno degli antieroi per eccellenza, che fornisce la sua versione dei fatti e dà voce ai diversi personaggi (tramite un sapiente uso di microfoni). Il suo continuo movimento di piedi, come in preda a convulsioni, che si trasmette talvolta al resto del corpo lo fa rassomigliare ad una fiamma, simile forse a quella dei danteschi Ulisse e Diomede: la sua sembra così la narrazione di un dannato, condannato a ripetere, rivivere e ripercorrere la propria tragedia (secondo la trama di Shakespeare). Molto efficace la tripetizione dell'uccisione di Desdemona, progressivamente più completa e arricchita di dettagli, battute e punti di vista; intelligente anche la mescolanza di comico e tragico, insita già nell'originale, ma qui compressa ed esplosiva. Meno comprensibili gli echi di slogan sessantottini durante l'ebbrezza di Cassio (?), ma in un certo senso funzionali.
(con una significativa variazione: nello spettacolo visto Iago dice "e Cassio sembra onesto"!)
Desdemona e Otello sono invece condannati all'ignoranza perpetua, come se il Moro fosse morto nello stesso istante della sua amata, "senza sapere la verità": da ciò deriva il tormento perpetuo e l'odioamore e la rabbia ancora vivi nei confronti di lei ("la puttana che ho sposato").
Struggente il momento in cui lui la abbraccia da dietro e la trascina lentamente a terra, uccidendola di nuovo: da allora accentua gli spasmi delle gambe e dei piedi, come se fosse Iago, il suo daimon e mandante, ad impadronirsi di lui, che diviene il semplice esecutore materiale. Una volta a terra lui la trascina tenendola per una mano, in un crescendo di musica ed un calar di luci rosse: ci si aspetta che all'improvviso la musica si fermi e lui le lasci la mano, ma ciò non avviene se non a luci spente e con la musica che viene sostituita dall'eco ossessiva "amore, amore, ...". Che bellezza!Ieri sera, Teatro delle Moline, La signora Margherita: uno spettacolo eccellente merita il bis. Tra l'altro la Pitta ha aggiornato la pièce con inserti di attualità, senza alterarne il ritmo e il divertimento angoscioso. "Ci sarà sempre una signora Margherita che insegnerà ai vostri figli, ai figli dei vostri figli, ..."
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