domenica 17 maggio 2009

Pinter, part one


Nell'ambito del Festival della psicologia, poco fa a Palazzo Re Enzo abbiamo assistito allo spettacolo L'amante di Pinter, interpretato e diretto da Marina Brancaccio e Maurizio Corrado.

Non conoscevo il testo - graffiante, caustico e divertente ("inconfondibile lo stile", mi sussurri) - ed è una bella scoperta (in attesa dello spettacolo alle Moline). Bella la scenografia, un ovale bianco che incornicia il salotto borghese; più convincente la prova di Corrado, meno quella della Brancaccio, un po' monocorde (talvolta squittisce). Il pubblico invece... adeguato all'ambientazione!

sabato 16 maggio 2009

sarò troppo aristotelico, ma...

... l'ultimo film di Ermanno Olmi, Terra madre (Italia 2009), manca di organicità: un'idea forte che sostenga il documentario c'è, e di grande rilevanza mondiale - uno sviluppo sostenibile, un nuovo Rinascimento, dice Vandana Shiva - ma la narrazione è troppo slegata (arena sine calce, e qui non è certo un complimento). Contrastante è l'utopistico finale, da fiaba da mulino bianco, alla Antonioni (penso all'Eclisse) con un differente intento poetico, che stride con la concreta urgenza di quanto le immagini raccontano nella prima parte. Insomma, troppo facile cavarsela con una spalmata di poesia georgica.

venerdì 15 maggio 2009

se mi rilasso...

Mentre altrove si discute di respingimenti umani e dubbie frequentazioni, qui, tra codici napoleonici e biografie ipercitazioniste, si scrivono domande e si attendono risposte...

domenica 10 maggio 2009

un horror nel piatto


Molto istruttivo, anche pensando a quanto accade in casa nostra, il documentario Food Inc. di Robert Kenner (Usa 2008) visto ieri sera all'Arlecchino, nell'ambito del festival Slow Food on Film.

Un film coraggioso, quasi un horror (tremende le macellazioni ed i pollai industriali), insolitamente (per i tempi) marxista nella valutazione del ruolo del capitale nella società contemporanea e della forza lavoro - schiavile - alla base della catena di montaggio: i latinos senza uno straccio di documenti, esseri umani che - tecnicamente - non esistono (e in Italia le cose sono così differenti? Ricordare i 'respingimenti' e quanto accade a Lampedusa ...).

Avrà mai una distribuzione italiana?



Ah, dimenticavo, i geniali titoli di testa!

sabato 9 maggio 2009

mani come colibrì

Giovedì sera, un piacevole concerto in Santa Cristina, al pianoforte Hyo-Sun Lim:

Johnnes Brahms, Quattro Klavierstücke op. 119,

Béla Bartók, Sonata Sz. 80,

Franz Schubert, Sonata in do minore D 958,

due bis (il secondo, mi dici, Chopin).

sabato 2 maggio 2009

memoranda

gita a Forlì, a trovare Canova (giovedì scorso), e primo maggio in piazza Maggiore con la Bandabardò...

Girotondo passa il bicchiere
girotondo dammi da bere
girotondo passa il bicchiere
dammi da bere per carità!

(Filastrocca)

o victoria o muerte

Ancora più antiretorica della prima è la seconda parte del film sul Che di Sodebergh (Che - Guerrilla [Che. Part Two], Spagna-Francia-Usa 2008): rifuggendo dal raccontare gli anni del trionfo cubano e del suo impiego ministeriale, la narrazione comincia con l'inquadratura di uno schermo televisivo, dove è trasmessa la lettura che Castro fece della lettera scrittagli da Guevara prima di lasciare Cuba per esportare la rivoluzione in altri paesi del Terzo mondo. Tutto il film, ambientato in Bolivia, vive di sottrazione, di attese, di tentativi di guerriglia e di frustrazioni, fino alla disfatta finale. Proprio in virtù di questo registro dimesso emerge con forza la totale coerenza del Che e la sua devozione incrollabile ai propri ideali, che cercò di trasmettere, spesso invano, a chi lo circondava. Bello e malinconico, come questo tango di Guccini.