sabato 18 aprile 2009

non è un paese per giornalisti-giornalisti

Molto attuale (fin troppo, viene da dire, e purtroppo) l'ultimo film di Marco Risi, Fortapàsc (Italia 2008): molte sono le situazioni che ricalcano la contemporaneità, come la ricostruzione dopo un terremoto sempre compromessa dalle infiltrazioni mafiose ("tutto nasce dal cemento", dice giustamente Saviano), la corruzione e le tangenti e, soprattutto, la difficoltà del mestiere di giornalista. Uno dei momenti migliori mi pare sia proprio il dialogo sulla spiaggia-immondezzaio tra Libero de Rienzo/Giancarlo Siani (moto bravo) ed il suo vecchio caporedattore, che gli spiega la differenza tra giornalisti-impiegati, che possono avere una famiglia e persino un cane, e giornalisti-giornalisti, non sempre graditi neppure dai colleghi di ufficio. E amara è la conclusione: "l'Italia non è un paese per giornalisti-giornalisti" (cosa tanto più vera ogni giorno che passa). Tutto il film sembra declinare questa riflessione, incarnata nella figura del giornalista napoletano Siani ucciso a 26 anni dalla camorra, che non appare troppo differente dalle istituzioni statali (e significativo mi pare il bel montaggio parallelo della riunione di capiclan e della seduta di consiglio comunale).

Nessun commento: